Lo Zen e l'Arte di Scopare by Jacopo Fo

Lo Zen e l'Arte di Scopare by Jacopo Fo

autore:Jacopo Fo
La lingua: ita
Format: azw3, mobi, epub
editore: Giunti Demetra
pubblicato: 0101-01-01T00:00:00+00:00


Capitolo quattordicesimo

L'orgasmo inconsistente

La sessualità è il luogo della soddisfazione per antonomasia.

Tutto l'apparato spettacolare della nostra civiltà non fa altro che ripetere che far l'amore è bello e che tra le braccia di quella bella donna (o di quel bell'uomo) tutti i desideri, tutti i bisogni, verranno saziati in un lungo, prodigioso, orgasmo.

Ora, come forsennati guastafeste, vorremmo qui avanzare l'ipotesi che in realtà la vita sessuale dell'umanità contemporanea sia piuttosto povera e scarsa di soddisfazioni.

Questo orgasmo, a cui si allude ovunque, è in realtà un pallido riflesso di quel che potrebbe essere e nasconde oceani di insoddisfazioni.

Cioè: il sesso del ventesimo secolo fa un po' schifo.

La società dello spettacolo, che dipinge il piacere sessuale come ovvio condimento della vita, ha la terribile colpa di nascondere questo grande problema, allontanandone così una possibile soluzione.

Ognuno viene lasciato davanti alla propria insoddisfazione come di fronte a un dramma che nella gioia collettiva tocca solo lui (o lei).

Non sapere che tutti vivono l'insoddisfazione sessuale ci impedisce di capire la natura del problema e affrontarlo.

Quando si fa l'amore a volte capita, per esempio, di fare o ricevere la domanda: "Ti è piaciuto?" e la risposta, che è d'obbligo, è: "Sì!" Perché il "sì" sottintende che il partner ci è gradito.

Non è infatti nelle nostre consuetudini culturali l'idea che si possa essere insoddisfatti pur gradendo molto il partner e la sua tecnica sessuale.

L'insoddisfazione sessuale non viene riconosciuta come un problema a sé, con una vastità di cause proprie, ma come un fenomeno derivante esclusivamente dal fatto che si possa far l'amore con una persona che non ci è gradita.

Il rapporto sessuale è, per dogma, soddisfazione che solo l'inadeguatezza del partner può guastare.

"Non mi piace più far l'amore con te!" significa sempre e soltanto che non si ama più quella persona.

Nessuno può dire una frase così senza indisporre l'amante, perché nessuno potrebbe pensare che l'insoddisfazione sessuale sia indipendente dall'amore che si prova per lui (o per lei).

Un simile concetto rientra solo nella categoria dei fenomeni che vengono classificati come "malattie".

La malattia, come tale, travalica l'amore, e quindi rende immaginabile un controsenso, come un innamorato a cui non piace far l'amore con l'amata.

In realtà la nostra cultura è la malattia, è il nostro modo di pensare ciò che produce insoddisfazione.

Nella nostra mente viene costantemente cancellata l'idea che il piacere sia in netta contraddizione con questo tipo di vita, ritmi, abitudini e costumi.

La società esorcizza la verità inventando classificazioni piene di suddivisioni nette.

Una grande categoria di insoddisfatti sessuali è, nella nostra cultura, quella delle donne frigide. Classificate come auto che hanno il motorino d'avviamento rotto, esse non raggiungono l'orgasmo.

Un tempo la frigidità era considerata quasi una grazia divina, perché permetteva alle donne di restare pure, pur contraendo rapporti sessuali.

Mia nonna, per esempio, ne parlava con orgoglio, raccontando che, pur avendo messo al mondo 4 figli, neppure una volta aveva provato piacere facendo l'amore.

In effetti a quei tempi il piacere era considerato esclusivo appalto dell'uomo-padrone; mia nonna diceva che il 96% delle donne era come lei e solo poche (le ninfomani, donne ammalate, appunto) provavano piacere a letto.



scaricare



Disconoscimento:
Questo sito non memorizza alcun file sul suo server. Abbiamo solo indice e link                                                  contenuto fornito da altri siti. Contatta i fornitori di contenuti per rimuovere eventuali contenuti di copyright e inviaci un'email. Cancelleremo immediatamente i collegamenti o il contenuto pertinenti.